Cenni storici sulle Isole Pelagie - Lampedusa, Linosa, Lampione
Il nome dato dai Greci all'arcipelago costituito da Lampedusa, Llinosa e Lampione é quello delle Pelagie che etimologicamente significa: isole dell'alto mare. Per millenni queste isole, perdute in mezzo al Mediterraneo, sono state luogo di sosta e di rifornimento d'acqua delle navi dei Fenici, dei Greci, dei Romani, dei Saraceni e dei Crociati, sebbene fossero abbiate e frequentate ai tempi delle guerre puniche, la storia delle Pelagie é ridotta. La più meridionale delle tre isole é conosciuta dagli antichi come Lopadusa o Lampadusa o Lipasusa, somiglia ad una grande zattera lunga e stretta di oltre 20 km. che si allunga da est ad ovest. Ha una circonferenza di 13 miglia e mezzo, una superficie abbastanza regolare ed una costa rocciosa e ripida, tranne che nel lato sud orientale dove degrada da un'altezza di quasi 400 piedi (120 mt.) verso una spiaggia bassa, frastagliata e con molte insenature. Colui il quale si venisse a trovare sull'estremità di Punta Sottile può dire di essere nell'estremo lembo di territorio della Repubblica Italiana e d'Europa. La storia dell'Isola di Lampedusa é un misto di cronaca e leggenda che si perde nella notte dei tempi con pochissime tracce di presenza umana. Il ritrovamento di monete in alcuni sepolcreti della grotta della Regina testimoniano la presenza di insediamenti Romani nell'isola, che se ne servivano come basi navali e strategiche per spedizioni contro l'odiata Cartagine. La presenza di Roma é tra l'altro attestata da oltre 150 cisterne nonché da anfore, lampade, tombe e monili di varia natura. Per circa sei secoli e cioé dalla cacciata dei Saraceni nell'813 d.c. non si hanno più notizie certe e bisogna aspettare il 1430 quando Alfonso V° D'Aragona, primo re di Napoli, concede a Giovanni De Caro dei Borboni di Montechiaro, cameriere del re, tutti i poteri sull'isola di Lampedusa. E' nel 1630 che compare il nome di Lampedusa (gli avi del celebre autore del Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa), con Giulio Tomasi di Lampedusa a cui venne concesso da Carlo secondo di Spagna di assumere il titolo di "Principe di Lampedusa". Nel 1800 la pricipessa Francesca di Lampedusa cedette in enfiteusi una parte dell'isola ad un gruppo di coloni Maltesi della famiglia Gatt. Ed é in questo periodo che venne eretto il castello fra le quattro torri antiche che sorgevano sul promontorio del porto ed é anche in questo momento che inizio il disboscamento del suolo, per fare posto alla coltivazione agricola delle terre sino ad allora vergini e ricche di fertilissimo humus dove vivevano daini, cinghiali, lepri, conigli fra la fitta boscaglia e alberi di alto fusto. Il principe Tomasi chiese l'autorizzazione a Ferdinando II° Re del Regno delle Due Sicilia a vendere l'isola all'Inghilterra. Qusto non solo non concesse l'autorizzazione ma con un gesto preveggente acquistò l'isola di Lampedusa al prezzo di 12.000 ducati. Nel settembre del 1843 incomincia la prima vera colonizzazione dell'isola, quando il capitano di fregata cavaliere Bernardo Maria Sansivente sbarca nell'isola, dietro ordine del re, con 120 persone di cui 90 uomini e 30 donne in maggior parte agricoltori e artigiani. Il Sansivente fece costruire subito 7 edifici isolati (i sette palazzi ancora oggi esistenti in Corso Vittorio Emanuele) che servirono per abitazioni ai nuovi abitanti. Le abbondanti campagne di pesca di sardine e alacce avranno il loro culmine nel 1858, campagne che arricchirono molti lampedusani che si costruirono nuove barche, magazzini ed attrezzature. Quando nel 1860 cadde il Regno delle Due Sicilie l'arcipelago venne unito al Regno D'Italia dopo la spedizione garibaldina dei mille. Nel 1878 ed esattamente il 2 giugno la cittadella di Lampedusa venne elevata al rango di comune con Linosa frazione distaccata. L'isola di Lampedusa venne collegata con la terraferma mediante l'atteso cavo telegrafico. Venne trasformata in una roccaforte militare, per la sua eccezionale posizione strategica l'isola subbi duri bombardamenti da parte degli alleati, specialmente lo sbarco in Sicilia. Nel 1951 fu finalmente istallata una centrale elettrica alimentata da un elettrogeneratore che consentì finalmente alla popolazione di fruire dell'energia elettrica. Nel 1963 Lampedusa e Linosa possono comunicare con il resto del mondo per via telefonica e nel 1968 sull'altura della zona di "Cavallo Bianco" nasce il nuovo aeroporto civile di Lampedusa. Nel 1982 sulla nuova pista aeroportuale, lunga 2020 mt. e larga 60 mt., atterra il primo DC 9.
Dove si trovano le Isole Pelagie
Le coordinate geografiche dell'arcipelago sono comprese tra 35°29'00'' 35°52'00'' di latitudine nord e 12°20'00'' e 12°53'00'' longitudine est. Le Pelagie sono le isole più a sud dell'Italia, ultimo confine del continente africano. La posizione geografica favorisce un clima molto mite, tanto che la temperatura media invernale non scende mai sottoi 14° gradi. Lampedusa si trova più a sud di tutte, le coordinate rilevate davanti al porto sono 35°29'58'' di latitudine nord e 12°36'03'' longitudine est. Linosa é la seconda delle Pelagie, le sue coordinate dell'approdo di cala Pozzolana sono 35°51'80'' di latitudine nord e 12°51'00'' longitudine est, infine le coordinate dello scoglio di Lampione sono 35°37'30'' di latitudine nord e 12°18'57'' longitudine est. Lampedusa dista circa 90 miglia marine (175 km.) da Pantelleria, 120 miglia (220 km.) da Porto Empodocle (AG) 90 miglia da Malta, 87 miglia da Monastir in Tunisia.
I siti di interesse storico ed ambientale di Lampedusa
Il Santuario della Madonna di Porto Salvo
Una delle più importanti tappe per chi si reca sull?isola di Lampedusa é il Santuario della Madonna di Porto Salvo di cui si ha notizia nel 1202, cioé al tempo della quarta crociata. Ma il primo che ci dà degli autentici riscontri é lo storico siciliano, origiario di Sciacca, Tommaso Fazello che nel 1568 parla di una "cappella consacrata a Maria in una grotta". Notizie più precise le troviamo nella relazione che il governatore Bernardo Maria Sansivente invia a Ferdinando II° in quella parte in cui dice "Nel vallone della Madonna eravi una chiesetta con antichi abituri una casa diroccata e diverse grotte. Nella chiesetta trovai una statua della Vergine mutilata e gettata al suolo, la feci estaurare e disposi che ogni 22 settembre si cantasse una messa onde solennizzare il giorno del restauro e del possesso dell'isola avvenuto il 22 settembre 1843 quando con due piroscafi ed a nome del Governo Borbone, sbarcammo a Lampedusa". Fu il Sansivente a restaurare la chiesetta preesistente e con essa la statua della Madonna che pesa circa 150 chili e che prese il nome di Madonna di Porto Salvo.
Casa Teresa, dammuso storico di Lampedusa
Tipica costruzione Lampedusana "i dammusi" in cui si possono vedere come vivevano gli abitanti dell'isola. Degno di visita é anche il pozzoa cisterna nei pressi del santuario, con la vaschetta a imbuto di pietra il travaso nei recipienti.
Riserva naturale marina e terrestre di Lampedusa
La Riserva Naturale Orientata "Isola di Lampedusa" si estende da Cala Greca sino al Vallone dell'Acqua ed é delimitata a nord dalla strada che conduce a Ponente. Il mare di Lampedusa viene considerato uno dei dieci mari più limpidi al mondo. La risrva comprende al suo interno i caratteristici valoni di cala Galera, della Forbice, Profondo, le aree di macchia mediterranea e la splendida spiaggia dei Conigli, zona di ovodeposizione della tartaruga marina Caretta Caretta. Sull'isola é funzionante un importante centro di recupero delle tartarughe marine gestito dal WWF. Le tartarughe vengono rilasciate sulle spiagge dell'isola durante il periodo estivo. Nei mesi tardo invernali ed inizio primavera il mare di Lampedusa é frequentato da balenotteri e capodogli, mentre una colonia di delfini é residente in tutte le stagioni. All'interno della riserva ricade inoltre il tratto di mare racchiuso tra l'isolotto dei Conigli e la costa. La riserva naturale é stata istituita per proteggere un prezziosissimo patrimonio di specie animali, come il Falco della Regina, il Marangone dal ciuffo, il Colubro lacertino e il Colubro dal cappuccino, e specie vegetali come la Caralluma europea, la Centaurea acaulis, i Ginepri fenici sopravvissuti al disboscamento, tutte specie rare, localizzate o minacciate d'estinzione.
Isola di Linosa
Linosa é un'isola quadrangolare, di origine vulcanica, é coperta da una macchia verde che in primavera crea un bellissimo contrasto cromarico con il nero delle rocce laviche, le coste sono rocciose, basse, scure e presentano numerose punte accuminate e taglienti. L'attività vulcanica é cessata da tempo immemorabile e non si hanno indizi di qualche riattivazione. L'acqua dolce manca totalmente a Linosa e sondaggi eseguiti nel 1845 hanno dato esito negativo. Lostesso Sansivente, che la colonizzo, ha trovato numerose cisterne per la raccolta dell'acqua pivana, di fattura araba e romana. Linosa ha una struttura geologica completamente diversa da quella di Lampedusa, infatti si pensa che sia emersa nel quaternario antico e sia congiunta a Pantelleria da una colata lavica sottomarina che arriverebbe a 50 metri di profondità. Il suo mare e pescosissimo e ricco di svariate specie di pesci e per la sua morfologia sottomarina viene considerata un autentico paradiso per chi pratica immersioni subaquee. Lo Scalo vecchio nasconde una bellissima spiaggia nera, alle pendici del Monte Nero, ed é proprio su questa spiaggia che nidificano le tartarughe marine. Alle spalle dello Scalo Vittorio Emanuele si erge il Monte di Ponente, alto 107 metri e troncato in cima da un cratere, ma il monte più alto é il Monte Vulcano, 195 metri sul livello del mare a con un panorama da mozzare il fiato. Il centro abitato di Linosa sembra un pittoresco villaggio messicano, ogni casa infatti ha un colore diverso ed é decorata con disegni variopinti. Gli abitanti del'isola si dedicano prevalentemente all'agricoltura e alla pesca e sono concentrati nella parte sud occidentale sell'isola. L'interno di Linosa merita di essere visto per il suo paesaggio tipico delle isole vulcaniche del mediterraneo.
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